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San Benedetto,
da Subiaco all’Europa

cloud-purple-dintorni-roma-01 Parigi, Maastricht, Schengen, Roma… quanti luoghi vi vengono in mente se pensate all’Europa unita? Beh, a noi piace aggiungerne uno molto piccolo, proprio in un momento come questo in cui il nostro Continente sembra più vecchio e traballante che mai. Sia chiaro: Subiaco non ha ospitato alcun trattato né convenzione fra stati, lo sappiamo bene. Ma i suoi monasteri benedettini rappresentano il seme alla base di quell’ingrediente che nessuno potrà mai intaccare: l’identità culturale europea.

Ci pensate? Nel VI secolo non c’erano televisioni, stampa, treni, aerei, internet… ci si spostava a piedi o a cavallo e fra aree geografiche lontane si comunicava con enormi difficoltà linguistiche. Eppure, molti secoli prima della libera circolazione delle merci e delle persone, la rete dei monasteri benedettini riuscì a produrre quella circolazione delle idee, delle culture e delle invenzioni che permise alle popolazioni europee di condividere il sapere e di crescere insieme.

E tutto cominciò da qui: da quella sorta di franchising di monasteri che San Benedetto da Norcia impiantò nella Valle dell’Aniene, durante il trentennio trascorso nella zona. Quei dodici monasteri costituirono di fatto il prototipo di ciò che nell’arco di un millennio e mezzo avrebbe collegato l’Europa prima e il mondo poi…

Informazioni

Questo itinerario racconta la maturità di San Benedetto. Le tappe sono poche ma consistenti: visiteremo il monastero del Sacro Speco, dove il Santo visse da eremita per tre anni, e poi i resti dell’oratorio di San Clemente e il Monastero di Santa Scolastica. Raccomandiamo una mezza giornata abbondante per poter vedere tutto come si deve. Da tener presente che l’area archeologica della Villa di Nerone, contenente i resti di San Clemente, apre solo in determinati particolari. Salvo prenotazioni, ovviamente!

Per qualsiasi informazioni in più, non fatevi scrupoli: contattateci!

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Subiaco

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San Benedetto,
da Subiaco all’Europa

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cloud-purple-dintorni-roma-01 Parigi, Maastricht, Schengen, Roma… quanti luoghi vi vengono in mente se pensate all’Europa unita? Beh, a noi piace aggiungerne uno molto piccolo, proprio in un momento come questo in cui il nostro Continente sembra più vecchio e traballante che mai. Sia chiaro: Subiaco non ha ospitato alcun trattato né convenzione fra stati, lo sappiamo bene. Ma i suoi monasteri benedettini rappresentano il seme alla base di quell’ingrediente che nessuno potrà mai intaccare: l’identità culturale europea.

Ci pensate? Nel VI secolo non c’erano televisioni, stampa, treni, aerei, internet… ci si spostava a piedi o a cavallo e fra aree geografiche lontane si comunicava con enormi difficoltà linguistiche. Eppure, molti secoli prima della libera circolazione delle merci e delle persone, la rete dei monasteri benedettini riuscì a produrre quella circolazione delle idee, delle culture e delle invenzioni che permise alle popolazioni europee di condividere il sapere e di crescere insieme.

E tutto cominciò da qui: da quella sorta di franchising di monasteri che San Benedetto da Norcia impiantò nella Valle dell’Aniene, durante il trentennio trascorso nella zona. Quei dodici monasteri costituirono di fatto il prototipo di ciò che nell’arco di un millennio e mezzo avrebbe collegato l’Europa prima e il mondo poi…

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Questo itinerario racconta la maturità di San Benedetto. Le tappe sono poche ma consistenti: visiteremo il monastero del Sacro Speco, dove il Santo visse da eremita per tre anni, e poi i resti dell’oratorio di San Clemente e il Monastero di Santa Scolastica. Raccomandiamo una mezza giornata abbondante per poter vedere tutto come si deve. Da tener presente che l’area archeologica della Villa di Nerone, contenente i resti di San Clemente, apre solo in determinati particolari. Salvo prenotazioni, ovviamente!

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