Seleziona una pagina

giovane-san-benedetto-01

 

La strana storia
del primo libro italiano

cloud-purple-dintorni-roma-01 Sul perché Conrad Sweynheim e Arnold Pannartz nel 1464 finirono nel Monastero di Santa Scolastica, dopo la fuga da Magonza, se ne dicono tante. Ma nessuna corrisponde a verità certificata: lo zampino dell’ex commendatario di Subiaco Juan De Torquemada? Del suo amico Nicola Cusano? O semplicemente la presenza di una nutrita compagine di monaci tedeschi nel Monastero? Quello che sappiamo è che i due ragazzi portavano con sé la madre delle invenzioni rinascimentali: l’arte della stampa a caratteri mobili. E si sa anche che, evidenziando un pragmatismo tipicamente tedesco, la misero in opera alla svelta: già nel 1464 venne data alle stampe la prima opera a caratteri mobili (perduta) della storia italiana: il Donatus Pro Puerulis, la grammatica latina di Elio Donato.
A quest’opera seguirono in rapida successione il De Divinis Institutionibus di Lattanzio, il De Civitate Dei di Sant’Agostino e il De Oratore di Cicerone. Fino a quando, nel 1467, i due si mossero alla volta di Roma, dopo aver sconvolto uno dei più antichi e operosi scriptorium d’Europa. Riuscite a immaginare lo shock per i monaci che fino a un anno prima aveva trascritto interi tomi a mano? Noi francamente no…
Ad ogni modo, la storia aveva voltato pagina, e quella italiana lo aveva fatto a Subiaco. L’itinerario che vi suggeriamo ripercorre le tappe di questa storia, dalla carta stampata fino alla rivoluzione digitale… per ricostruire fin dalle origini uno dei pilastri della civiltà.

Informazioni

L’itinerario non è molto impegnativo: con mezza giornata è possibile effettuare tutte e tre le tappe. Occorre però tenere presente che la biblioteca di Santa Scolastica (e la sua area espositiva) è aperta solo nei giorni feriali, dunque non durante il fine settimana. Al contrario del MACS, che apre ogni fine settimana, a meno che non siate un gruppo e prenotiate un’apertura infrasettimanale.

Per qualsiasi informazioni in più, non fatevi scrupoli: contattateci!

1 + 1 =

Biblioteca di Santa Scolastica

San Benedetto in Piscinula

Monastero di Santa Scolastica

MACS - Museo delle attività cartarie e della stampa

Picture

Subiaco

MACS – Museo delle Attività Cartarie e della Stampa 

Picture

Subiaco

Biblioteca di Santa Scolastica 

giovane-san-benedetto-01

 

La strana storia
del primo libro italiano

cloud-purple-dintorni-roma-01 Sul perché Conrad Sweynheim e Arnold Pannartz nel 1464 finirono nel Monastero di Santa Scolastica, dopo la fuga da Magonza, se ne dicono tante. Ma nessuna corrisponde a verità certificata: lo zampino dell’ex commendatario di Subiaco Juan De Torquemada? Del suo amico Nicola Cusano? O semplicemente la presenza di una nutrita compagine di monaci tedeschi nel Monastero? Quello che sappiamo è che i due ragazzi portavano con sé la madre delle invenzioni rinascimentali: l’arte della stampa a caratteri mobili. E si sa anche che, evidenziando un pragmatismo tipicamente tedesco, la misero in opera alla svelta: già nel 1464 venne data alle stampe la prima opera a caratteri mobili (perduta) della storia italiana: il Donatus Pro Puerulis, la grammatica latina di Elio Donato.
A quest’opera seguirono in rapida successione il De Divinis Institutionibus di Lattanzio, il De Civitate Dei di Sant’Agostino e il De Oratore di Cicerone. Fino a quando, nel 1467, i due si mossero alla volta di Roma, dopo aver sconvolto uno dei più antichi e operosi scriptorium d’Europa. Riuscite a immaginare lo shock per i monaci che fino a un anno prima aveva trascritto interi tomi a mano? Noi francamente no…
Ad ogni modo, la storia aveva voltato pagina, e quella italiana lo aveva fatto a Subiaco. L’itinerario che vi suggeriamo ripercorre le tappe di questa storia, dalla carta stampata fino alla rivoluzione digitale… per ricostruire fin dalle origini uno dei pilastri della civiltà.

Informazioni

L’itinerario non è molto impegnativo: con mezza giornata è possibile effettuare tutte e tre le tappe. Occorre però tenere presente che la biblioteca di Santa Scolastica (e la sua area espositiva) è aperta solo nei giorni feriali, dunque non durante il fine settimana. Al contrario del MACS, che apre ogni fine settimana, a meno che non siate un gruppo e prenotiate un’apertura infrasettimanale.

Per qualsiasi informazioni in più, non fatevi scrupoli: contattateci!

Biblioteca di Santa Scolastica

San Benedetto in Piscinula

Monastero di Santa Scolastica

MACS - Museo delle attività cartarie e della stampa

Pin It on Pinterest

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi