TREVI NEL LAZIO

E chesta e chella dice a chiglio:
Oh Coso,
se tu abbanduni Trêve, non te sposo!
Fôra de Trêve meo me moraria
de pàsema, de pena e nostalgia.

Amedeo Barbona

A Trevi nel Lazio, risalendo il fiume Aniene dalle parti in cui è ancora un giovane torrentello di belle speranze, potrebbe capitarvi di incontrare un ponte romano e un anziano pastore di nome Benedetto. Se le due cose coincidono avete fatto tombola: vi trovate davanti ad una delle più antiche testimonianze della romana Treba e ad una delle più appassionate guide del paese. “’Stu ponte ce sta dagli tempi deji romani! Daji tempi de Giulio Cesare, te rindi conto? Chessa era la via per rentra’ a Trevi…

Benedetto ha ragione a citare l’Antica Roma: Trevi è stata una delle più importanti città eque sottomesse dai romani, ben tre secoli e spicci prima di Cristo. Una città che mantenne a lungo il suo prestigio, se persino Plinio il Vecchio nel 79 d.C. cita Treba Augusta come municipio romano. Cosa resta oggi dell’epoca? Il ponte. E alcuni reperti custoditi nello spazio espositivo del Castello Caetani, in pieno centro storico.

Già, il castello (marcon diro ndiro ndello). Trevi vanta uno dei castelli meglio conservati della Valle dell’Aniene e soprattutto uno dei pochi ancora aperti alla fruizione. Tra l’altro si tratta di un edificio con una storia interessante, che evoca le vicende della famiglia Caetani (la stessa di papa Bonifacio VIII, che qui soggiornò per qualche tempo) e pure i cavalieri templari, che lo gestirono nel 1263 per volere di papa Urbano IV. Storia a parte, il castello merita la visita soprattutto per la possibilità di salire fin sulla cima del mastio, quella torre che sovrasta il centro storico e rende inconfondibile il profilo del borgo da qualsiasi punto di vista.

Il patrono di Trevi è san Pietro Eremita e a dirla tutta non fu trattato troppo bene dai trebani. Lo lasciarono (involontariamente) morire di stenti in un pollaio, scoprendone il corpo solo dopo tre giorni di incomprensibili e assidui suoni di campane. Forse per farsi perdonare, in seguito san Pietro divenne oggetto di una grande venerazione riscontrabile sia a Trevi che a Rocca di Botte,  paese di cui era originario. Se volete vederlo di persona, lo trovate nell’oratorio edificato sul citato pollaio, rappresentato da una piacevole statua di sapore berniniano installata sopra l’altare.

Davvero commovente è la chiesetta della Madonna del Riposo, che sembra creata proprio per confortare l’umanità delle sue fatiche. Situata a ridosso del centro storico, aveva la funzione di accogliere i lavoratori della terra di rientro dal lavoro quotidiano. È un luogo di culto piccolo e originale, costituito da un portico e due piccole cappelle adiacenti, interamente affrescate nel corso del quattrocento. I dipinti, in parte realizzati da Desiderio da Subiaco, ricordano alcuni tra i periodi più difficili nella storia di Trevi: le epidemie di peste e i saccheggi dei mercenari turchi al seguito delle truppe di Ferdinando d’Aragona.

Un ultimo consiglio: arrivando o andando via guardate il panorama di Trevi dalla strada per Vallepietra: il borgo stagliato contro il massiccio dei monti Cantari è una delle più belle cartoline della Valle dell’Aniene!

Cosa c'è da vedere a Trevi nel Lazio?

– Il centro storico, non male e ricco di attività commerciali

– Il Castello Caetani, aperto tutti i giorni con orari variabili in base alla stagione (consigliamo di chiamare lo 0775.599138 oppure il 334.9112977).

– L’Oratorio di San Pietro Eremita

– La chiesa della Madonna del Riposo

– Il ponte romano

Si mangia a Trevi?

E manco poco! Sono diverse le trattorie diffuse tra centro storico e circondario. E rischiate pure di trovare qualche pizzeria.

Trevi nel Lazio

E chesta e chella dice a chiglio:
Oh Coso,
se tu abbanduni Trêve, non te sposo!
Fôra de Trêve meo me moraria
de pàsema, de pena e nostalgia.

Amedeo Barbona

A Trevi nel Lazio, risalendo il fiume Aniene dalle pari in cui è ancora un giovane torrentello di belle speranze, potrebbe capitarvi di incontrare un ponte romano e un anziano pastore di nome Benedetto. Se le due cose coincidono avete fatto tombola: vi trovate davanti ad una delle più antiche testimonianze della romana Treba e ad una delle più appassionate guide del paese. “’Stu ponte ce sta dagli tempi deji romani! Daji tempi de Giulio Cesare, te rindi conto? Chessa era la via per rentra’ a Trevi…

Benedetto ha ragione a citare l’Antica Roma: Trevi è stata una delle più importanti città eque sottomesse dai romani, ben tre secoli e spicci prima di Cristo. Una città che mantenne a lungo il suo prestigio, se persino Plinio il Vecchio nel 79 d.C. cita Treba Augusta come municipio romano. Cosa resta oggi dell’epoca? Il ponte. E alcuni reperti custoditi nello spazio espositivo del Castello Caetani, in pieno centro storico.

Già, il castello (marcon diro ndiro ndello). Trevi vanta uno dei castelli meglio conservati della Valle dell’Aniene e soprattutto uno dei pochi ancora aperti alla fruizione. Tra l’altro si tratta di un edificio con una storia interessante, che evoca le vicende della famiglia Caetani (la stessa di papa Bonifacio VIII, che qui soggiornò per qualche tempo) e pure i cavalieri templari, che lo gestirono nel 1263 per volere di papa Urbano IV. Storia a parte, il castello merita la visita soprattutto per la possibilità di salire fin sulla cima del mastio, quella torre che sovrasta il centro storico e rende inconfondibile il profilo del borgo da qualsiasi punto di vista.

Il patrono di Trevi è san Pietro Eremita e a dirla tutta non fu trattato troppo bene dai trebani. Lo lasciarono (involontariamente) morire di stenti in un pollaio, scoprendone il corpo solo dopo tre giorni di incomprensibili e assidui suoni di campane. Forse per farsi perdonare, in seguito san Pietro divenne oggetto di una grande venerazione riscontrabile sia a Trevi che a Rocca di Botte,  paese di cui era originario. Se volete vederlo di persona, lo trovate nell’oratorio edificato sul citato pollaio, rappresentato da una piacevole statua di sapore berniniano installata sopra l’altare.

Davvero commovente è la chiesetta della Madonna del Riposo, che sembra creata proprio per confortare l’umanità delle sue fatiche. Situata a ridosso del centro storico, aveva la funzione di accogliere i lavoratori della terra di rientro dal lavoro quotidiano. È un luogo di culto piccolo e originale, costituito da un portico e due piccole cappelle adiacenti, interamente affrescate nel corso del quattrocento. I dipinti, in parte realizzati da Desiderio da Subiaco, ricordano alcuni tra i periodi più difficili nella storia di Trevi: le epidemie di peste e i saccheggi dei mercenari turchi al seguito delle truppe di Ferdinando d’Aragona.

Un ultimo consiglio: arrivando o andando via guardate il panorama di Trevi dalla strada per Vallepietra: il borgo stagliato contro il massiccio dei monti Cantari è una delle più belle cartoline della Valle dell’Aniene!

Cosa c'è da vedere a Trevi nel Lazio?

– Il centro storico, non male e ricco di attività commerciali

– Il Castello Caetani, aperto tutti i giorni con orari variabili in base alla stagione (consigliamo di chiamare lo 0775.599138 oppure il 334.9112977).

– L’Oratorio di San Pietro Eremita

– La chiesa della Madonna del Riposo

– Il ponte romano

Si mangia a Trevi?

E manco poco! Sono diverse le trattorie diffuse tra centro storico e circondario. E rischiate pure di trovare qualche pizzeria.

Trevi nel Lazio

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