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Santuario
della Mentorella

GUADAGNOLO
La chiesa di Santa Maria della Mentorella, che per la sua architettura gotica è uno dei monumenti più importanti che ci rimangono, (…) nel quale un tempo vi furono i benedettini sublacensi, al riferire del Cassio cadde in abbandono dopo il 1390, ed era in piena rovina nel 1660, allorché per le premure di padre Kircher fu restaurata dall’Imperatore Leopoldo I.

Gaetano Moroni, 1855

I Monti Prenestini su di me hanno un effetto straniante. Per chi abita la Valle dell’Aniene o quella del Giovenzano, il Monte Guadagnolo è l’immenso fondale blu che fa da sfondo al proprio sguardo ogni volta che si rivolge ad est. Di quella parete severa sappiamo tre cose fin da bambini: la prima è che quel golgota di antenne che si staglia sulla cima ci permette di vedere la tv. La seconda è che quei monti sono un confine, una barriera naturale: di qua ci siamo noi, di là ci sono loro (i romani). La terza è che Guadagnolo custodisce uno dei più piccoli e affascinanti santuari del Lazio: la Madre delle Grazie.

Il Santuario della Mentorella ha una storia lunga, complicata e per lo più legata alla tradizione. Si dice fondato nientemeno che dall’Imperatore Costantino sul luogo della conversione di Sant’Eustachio, che secoli prima incontrando un cervo con una croce fra le corna era stato colto dall’irrefrenabile voglia di convertirsi al cristianesimo (voglia che avrebbe poi tristemente fatto il paio con quella dell’Imperatore Adriano di martirizzare i cristiani). Nonostante non ci siano fonti certe (anzi, non ci siano proprio fonti), si dice inoltre che la confortevole grotta del complesso sacro abbia ospitato per un paio d’anni il giovane San Benedetto, prima che raggiungesse Subiaco. Poi sappiamo – stavolta per certo – che il Santuario venne retto dall’Abbazia di Subiaco fino all’abbandono del XIV secolo, e che venne ripristinato solo nel 1680 grazie alla straordinaria capacità di fund raising del gesuita Athanasius Kircher, tanto efficace da riuscire a coinvolgere l’imperatore Leopoldo I d’Austria nel recupero del luogo.

Oggi il Santuario della Mentorella è gestito dalla Congregazione della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo (per gli amici) e offre ancora delle testimonianze storico artistiche di notevole valore. Frammenti di mosaici cosmateschi originali ma di dubbia provenienza sono sparpagliati un po’ ovunque, dall’altare al ciborio al pavimento, mentre la navata della chiesa è dominata da una antichissima statua lignea (XII sec.) della Madonna delle Grazie.
La visita merita, tuttavia, anche solo per il panorama che si può ammirare sulle valli sottostanti. Una vista che trasforma questa sorta di siepe di Leopardi, la barriera verso l’orizzonte romano, nel suo opposto. Come se davanti alla siepe “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude“, il Poeta si fosse voltato alle spalle e avesse pensato: “ma sai che in fondo pure il penultimo orizzonte non è malaccio?“.

Orari

Apertura santuario

giorni feriali: 8.00-13.00 15.00-19.00
domenica e festivi: 8.00-19.00

Sante Messe

lunedi – sabato: 16.00,
il primo sabato del mese – Messa dei malati: 17.00
domenica e festivi: 10.00, 11.00, 12.30, 17.00

Santuario della Mentorella

La chiesa di Santa Maria della Mentorella, che per la sua architettura gotica è uno dei monumenti più importanti che ci rimangono, (…) nel quale un tempo vi furono i benedettini sublacensi, al riferire del Cassio cadde in abbandono dopo il 1390, ed era in piena rovina nel 1660, allorché per le premure di padre Kircher fu restaurata dall’Imperatore Leopoldo I.

Gaetano Moroni, 1855

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I Monti Prenestini su di me hanno un effetto straniante. Per chi abita la Valle dell’Aniene o quella del Giovenzano, il Monte Guadagnolo è l’immenso fondale blu che fa da sfondo al proprio sguardo ogni volta che si rivolge ad est. Di quella parete severa sappiamo tre cose fin da bambini: la prima è che quel golgota di antenne che si staglia sulla cima ci permette di vedere la tv. La seconda è che quei monti sono un confine, una barriera naturale: di qua ci siamo noi, di là ci sono loro (i romani). La terza è che Guadagnolo custodisce uno dei più piccoli e affascinanti santuari del Lazio: la Madre delle Grazie.

Il Santuario della Mentorella ha una storia lunga, complicata e per lo più legata alla tradizione. Si dice fondato nientemeno che dall’Imperatore Costantino sul luogo della conversione di Sant’Eustachio, che secoli prima incontrando un cervo con una croce fra le corna era stato colto dall’irrefrenabile voglia di convertirsi al cristianesimo (voglia che avrebbe poi tristemente fatto il paio con quella dell’Imperatore Adriano di martirizzare i cristiani). Nonostante non ci siano fonti certe (anzi, non ci siano proprio fonti), si dice inoltre che la confortevole grotta del complesso sacro abbia ospitato per un paio d’anni il giovane San Benedetto, prima che raggiungesse Subiaco. Poi sappiamo – stavolta per certo – che il Santuario venne retto dall’Abbazia di Subiaco fino all’abbandono del XIV secolo, e che venne ripristinato solo nel 1680 grazie alla straordinaria capacità di fund raising del gesuita Athanasius Kircher, tanto efficace da riuscire a coinvolgere l’imperatore Leopoldo I d’Austria nel recupero del luogo.

Oggi il Santuario della Mentorella è gestito dalla Congregazione della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo (per gli amici) e offre ancora delle testimonianze storico artistiche di notevole valore. Frammenti di mosaici cosmateschi originali ma di dubbia provenienza sono sparpagliati un po’ ovunque, dall’altare al ciborio al pavimento, mentre la navata della chiesa è dominata da una antichissima statua lignea (XII sec.) della Madonna delle Grazie.
La visita merita, tuttavia, anche solo per il panorama che si può ammirare sulle valli sottostanti. Una vista che trasforma questa sorta di siepe di Leopardi, la barriera verso l’orizzonte romano, nel suo opposto. Come se davanti alla siepe “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude“, il Poeta si fosse voltato alle spalle e avesse pensato: “ma sai che in fondo pure il penultimo orizzonte non è malaccio?“.

Orari

Apertura santuario

giorni feriali: 8.00-13.00 15.00-19.00
domenica e festivi: 8.00-19.00

Sante Messe

lunedi – sabato: 16.00,
il primo sabato del mese – Messa dei malati: 17.00
domenica e festivi: 10.00, 11.00, 12.30, 17.00

Santuario della Mentorella

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