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AFFILE

Ci sono ben 3 motivi per trascorrere qualche ora ad Affile, piccolo borgo in provincia di Roma, non lontano da Subiaco. Il primo è storico: prima ancora di raggiungere Subiaco e di fondare i suoi monasteri, il giovane Benedetto da Norcia trascorse qui un breve periodo della sua vita. Giusto il tempo di prodursi nel primo miracolo della sua carriera: la riparazione del vaglio della sua tata (sì, ok, non fate quella faccia: il ragazzo era pur sempre il rampollo di una famiglia aristocratica…). Cosa resta a ricordare l’evento? La chiesetta di San Pietro con i suoi affreschi quattrocenteschi. Che non saranno in gran forma, ma riescono ancora ad evocare la devozione di un borgo e lo stupore nei confronti di questo santo “in erba”.

Il secondo motivo è banale, lo ammetto: il centro storico di Affile è bello. Bello perché integro nelle sue testimonianze di architetture romane e medievali, e bello perché vitale, come dimostrano i suoi vicoli ancora pienamente e orgogliosamente abitati. E poi c’è un motivo che contribuisce alla celebrità del borgo: il Cesanese di Affile, il vitigno storico recuperato negli decenni appena trascorsi da alcuni appassionati e oggi amato dagli intenditori del buon vino. Il modo migliore per assaporare il Cesanese di Affile? Che domande: davanti ad uno degli splendidi tramonti che si possono ammirare dalle piazzette del centro storico!

Per riassumere:

 

Cosa c'è da vedere?

– Il centro storico, ancora integro e vissuto

– La piccola Chiesa di San Pietro, la chiesa del primo miracolo di San Benedetto, con i suoi affreschi del XV sec.

– La Chiesa di Santa Maria, situata nella piazza del borgo

 

Posso andarci tutto l'anno?

Certo che si. Magari nel periodo della vendemmia, correndo il rischio di trovare qualche cantina aperta…

Affile

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Ci sono ben 3 motivi per trascorrere qualche ora ad Affile, piccolo borgo in provincia di Roma, non lontano da Subiaco. Il primo è storico: prima ancora di raggiungere Subiaco e di fondare i suoi monasteri, il giovane Benedetto da Norcia trascorse qui un breve periodo della sua vita. Giusto il tempo di prodursi nel primo miracolo della sua carriera: la riparazione del vaglio della sua tata (sì, ok, non fate quella faccia: il ragazzo era pur sempre il rampollo di una famiglia aristocratica…). Cosa resta a ricordare l’evento? La chiesetta di San Pietro con i suoi affreschi quattrocenteschi. Che non saranno in gran forma, ma riescono ancora ad evocare la devozione di un borgo e lo stupore nei confronti di questo santo “in erba”.

Il secondo motivo è banale, lo ammetto: il centro storico di Affile è bello. Bello perché integro nelle sue testimonianze di architetture romane e medievali, e bello perché vitale, come dimostrano i suoi vicoli ancora pienamente e orgogliosamente abitati. E poi c’è un motivo che contribuisce alla celebrità del borgo: il Cesanese di Affile, il vitigno storico recuperato negli decenni appena trascorsi da alcuni appassionati e oggi amato dagli intenditori del buon vino. Il modo migliore per assaporare il Cesanese di Affile? Che domande: davanti ad uno degli splendidi tramonti che si possono ammirare dalle piazzette del centro storico!

Per riassumere:

 

Cosa c'è da vedere?

– Il centro storico, ancora integro e vissuto

– La piccola Chiesa di San Pietro, la chiesa del primo miracolo di San Benedetto, con i suoi affreschi del XV sec.

– La Chiesa di Santa Maria, situata nella piazza del borgo

 

Posso andarci tutto l'anno?

Certo che si. Magari nel periodo della vendemmia, correndo il rischio di trovare qualche cantina aperta…

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