25 Febbraio 2021
Ci vieni a cena in una Domus dell’antica Roma?
di Tatiana Procaccianti e Fabiana Tozzi

Se sì, preparati! Innanzitutto dovrai procurarti una macchina del tempo ed arrivare a Roma intorno alle 14. Ricordati di portare con te un costume e di andare digiuno: infatti, ti ritroverai prima alle terme per un bel bagno e poi, intorno alle 16, andrai nella domus dove mangerai in abbondanza. Non ti dimenticare, poi, la mappa, che ovviamente non è quella cittadina, ma un semplicissimo tovagliolo di lino per pulirti durante il pasto. Ti servirà anche una veste leggera di cotone o seta (Vestis Cenatoria) come cambio nell’eventualità (probabile) in cui ti sporcassi.

Prima di farti entrare nella sala da pranzo (Triclinium), il padrone di casa ti inviterà a togliere le scarpe per stare più comodo e per farti sentire a tuo agio. Se ti aspetti di trovare tavolate e sedie hai proprio sbagliato epoca infatti, ci sarà una persona (Nomenclator) che ti indicherà il letto dove dovrai sdraiarti per consumare il tuo pasto. Il Triclinio prende il nome proprio dalla presenza di questi letti (Tricliniari) che, solitamente, sono tre e su ognuno di essi si adagiano tre ospiti per un totale di minimo nove convitati; nel caso in cui ci sia un numero maggiore di commensali… aggiungi un letto a tavola! I Tricliniari sono disposti sui tre lati della stanza e al centro vi è un tavolo, il lato lasciato libero, invece, sarà utilizzato per il servizio.

Stai attento! La cena sarà suddivisa in tre momenti principali (Tria Fercula), il cibo non mancherà. Verrà servito l’antipasto composto da funghi, porri, asparagi, lumache, crostacei, pesce in salsa piccante, tonno essiccato, uova sode, formaggio e per finire insalate crude che si ritiene servano per accendere l’appetito. Il tutto sarà accompagnato da vino miscelato con il miele, il Mulsum, che dà il nome all’antipasto, chiamato Promulsum. La bevanda, come direbbe Orazio, “lava gli intestini” e prepara il corpo alla cena vera e propria. Quindi non esagerare, questo è solo l’inizio!

Se non ti sarai abbuffato con l’antipasto potrai passare alla portata successiva: questa è quella principale (Primae Mensae) e la più abbondante poiché suddivisa in più sottoportate. Le pietanze verranno servite tutte in un unico vassoio: potrai scegliere tra minestre (i convitati ti consiglieranno sicuramente quella di farro), piatti a base di carne, pesce e selvaggina. Troverai sicuramente carni di bue e maiale ma anche piccione, tortora, ghiro, cicogna e gru; se sarai fortunato, ma soprattutto coraggioso, potrai provare inoltre carni di pavone e fenicottero (di cui è molto apprezzata la lingua). Sui pesci rimarrai meno sorpreso: saranno serviti storioni, sogliole, rombi, triglie e anguille; fra i crostacei non potranno mancare le aragoste.

Se ti aspetti piatti asciutti e insipidi, stai sbagliando di nuovo! Preparati ad accostamenti degni dei nostri migliori ristoranti gourmet: i cibi, infatti, saranno accompagnati da salse, frutta e spezie. I pesci, per esempio, saranno insaporiti con susine, albicocche e mele cotogne. Gli uccelli, invece, saranno preparati con aceto, miele, vino, olio, uva passa, menta e pepe. Particolarmente apprezzato è il piccione servito con un intingolo di datteri, miele, aceto, vino, pepe e senape. Come avrai capito, stiamo parlando di una cucina dai sapori forti e decisi. A dimostrarlo ancora di più è la salsa preferita dagli ospiti, il Garum: diffuso sia fra i ricchi che fra i poveri, è un condimento ottenuto dalla macerazione sotto sale di interiora di pesce con olio, vino, aceto e pepe, il tutto, dopo una notte in un recipiente, viene lasciato fermentare sotto il sole per almeno 2 o 3 mesi, girandolo ogni tanto, e poi filtrato. Non farti vedere, però, mentre fai quella faccia disgustata!

Se l’odore del Garum non ti avrà chiuso lo stomaco e avrai ancora un po’ di spazio, si procederà con l’ultima portata (Secondae Mensae). Potrai trovare la classica frutta, come mele, pere, uva e fichi, ma anche olive, bietole, cipolle e cetrioli.

Finito il dessert non pensare di sgattaiolare via e cavartela con un saluto veloce, la cena non è ancora terminata! Ci saranno, infatti, momenti di convivialità (Comissatio) caratterizzati da danze, canti, declamazioni poetiche e giochi, spesso anche maliziosi (birichino, non arrossire!).

Dopo aver mangiato ed esserti divertito, il tramonto è ormai passato ed è ora di riprendere la macchina del tempo (se, dopo tutto il vino, ti ricordi dove l’hai parcheggiata) e tornare alla tua quotidianità. Prima dei saluti finali, però, il padrone di casa ti offrirà dei doni (Apophoreta) che potrai riportare con te. L’ospite ti potrà dare oggetti o prodotti tipici, quelli migliori sono vino, olio e miele.

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